Il diluvio universale non si placa, roba da far uscire i morti dalle fosse. Ma siamo in ritardo di 24 ore, oggi è il giorno di Ognissanti, e allora quando cala il buio indosso il kway, incasso le ingiurie dei miei ed esco per strada a correre - che tanto tutti i santi mi proteggeranno.
Mentre l'acqua mi appanna la vista elaboro una nuova teoria: il runningstorming. E' un brainstorming applicato alla corsa: appena ti viene in mente qulacosa lo fai, senza programmarlo, senza trovargli un senso. Non sarò di certo il primo a pensarlo, ma per me è la novità del giorno. Il runningstorming mi accompagnerà per le prossime 2 settimane, mi porterà alla Maggianico-Camposecco e poi alla mezza di Sesto. Due gare inconciliabili a distanza di 7 giorni, e con una preparazione così sono garantiti tempi deludenti, sicuro come l'oro. Sarà anche l'ennesimo punto di ripartenza, poi la cicala che è in me lascerà spazio alla formica (che forse più mi si confà) la quale, come la Storia insegna, supererà con successo il rigido inverno.
Ma almeno per ora, si corre a caso. Dopo le ripetute freudiane della settimana passata, mi butto sotto l'acqua e macino chilometri. All'inizio con titubanza, guardando le pozze come fossero rattoni, ma poi con maggiore naturalezza, pucciando le scarpe nell'acqua senza problemi, anzi andando quasi a cercare quelle buche che sembrano fosse dei tremila siepi. E alla fine sono soddisfatto di questa uscita, che poi così inutile non sarà stata. A meno che domani non mi svegli con una polmonite...
Sai che cosa penso? Che se non ha un senso, domani arriverà... domani arriverà lo stesso.
Mentre l'acqua mi appanna la vista elaboro una nuova teoria: il runningstorming. E' un brainstorming applicato alla corsa: appena ti viene in mente qulacosa lo fai, senza programmarlo, senza trovargli un senso. Non sarò di certo il primo a pensarlo, ma per me è la novità del giorno. Il runningstorming mi accompagnerà per le prossime 2 settimane, mi porterà alla Maggianico-Camposecco e poi alla mezza di Sesto. Due gare inconciliabili a distanza di 7 giorni, e con una preparazione così sono garantiti tempi deludenti, sicuro come l'oro. Sarà anche l'ennesimo punto di ripartenza, poi la cicala che è in me lascerà spazio alla formica (che forse più mi si confà) la quale, come la Storia insegna, supererà con successo il rigido inverno.
Ma almeno per ora, si corre a caso. Dopo le ripetute freudiane della settimana passata, mi butto sotto l'acqua e macino chilometri. All'inizio con titubanza, guardando le pozze come fossero rattoni, ma poi con maggiore naturalezza, pucciando le scarpe nell'acqua senza problemi, anzi andando quasi a cercare quelle buche che sembrano fosse dei tremila siepi. E alla fine sono soddisfatto di questa uscita, che poi così inutile non sarà stata. A meno che domani non mi svegli con una polmonite...
Sai che cosa penso? Che se non ha un senso, domani arriverà... domani arriverà lo stesso.
2 commenti:
saranno 2 gare comunque divertenti e pertanto vanno fatte entrambe. Anche a me sconsigliavano Il Casto la domenica dopo Venezia, eppure le ho fatte perchè mi sentivo di farle e sono contento di averle corse. Oggi però mi sono fatto una maratona mangereccia da paura !!!
beato te, per me ieri maratona lavorativa! ma poi l'allenamento serale ho ripagato tutto :-)
fammi sapere se ci si vede a lecco domenica!
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