...CORRI FUORI DAL CORO!

"da quando ho imparato a camminare, mi piace correre" (F. Nietzsche)


"...mise il cuore dentro alle scarpe

e corse più veloce del vento."

(Francesco DeGregori)

20 dicembre - Trezzo
CAMMINATA DI NATALE PER L'ABRUZZO
8/15/21 km, partenza h 8.00-9.oo, iscrizioni 1.50/4.00 €

24 GENNAIO 2010 OGGIONO HALF MARATHON (link)

domenica 6 dicembre 2009

Una corsa della Madonna

Non c'è che l'imbarazzo della scelta stamattina quando si monta in macchina: i boschi di Senna comasco, la Stambeccata sul Cornizzolo, la nebbia di Gorgonzola... Il desiderio (o necessità) di macinare chilometri in pianura ci porta a optare per quest'ultimo borgo della piana lombarda, che però - stupore generale - ci accoglie senza nebbia e con un tiepido sole.
Si parte con l'idea della mezza, ma scopriamo subito che il percorso è stato accorciato a 18 km per una fantomatica impraticabilità del terreno. Poco male: la Gipigiata scivola via tranquilla, 1h 45' tra l'asfalto e il fango, per il nuovo primato chilometrico della socia S. ormai affermata fondista.
Poco tempo per gongolare, fra 2 giorni si torna a correre a Cremella, nel bel Parco della Valletta: 8 dicembre, sarà una corsa della Madonna.


XXXIX Magnus cursus pomi - Cremella (LC) 8-12-2009

Organizzazione: Associacione Liberi Sportivi Cremella

Percorsi: Km. 6 - 10 - 16 - 22

Partenza libera dalle 8.00 alle 9,00

Iscrizioni: € 2,00 quota unica di partecipazione per tutti i percorsi


lunedì 16 novembre 2009

Scuola, soldi e fuoriclasse. Perché il nuoto non è l' atletica

Riporto un articolo, per la verità un pò datato, dal Corriere della Sera. Interessante, anche se non del tutto condivisibile, per riflettere sul mondo dello sport italiano.
Si potrebbe aggiungere: perchè se compri la Gazzetta e vuoi leggere di uno sport diverso dal calcio, devi saltare a pagina 36?

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI BERLINO - Perché il nuoto italiano vince quattro medaglie al Mondiale (tre ori e un bronzo) e l' atletica oggi chiuderà l' edizione di Berlino senza podi? La prima risposta è la più semplice: perché il nuoto ha due fuoriclasse (Pellegrini e Filippi) e l' atletica ha uno dei suoi uomini di punta (Howe) infortunato da 20 mesi (deve essere operato al tendine, ma non si sa né quando né dove) e l' altro, Schwazer, non ha ripetuto Pechino nella 50 km di marcia. E qui si potrebbe introdurre la prima domanda: perché la Fidal fatica a gestire i suoi elementi migliori, ricordando l' effetto trainante dei campioni da stadio, come accadeva ai tempi di Mennea, Simeoni, Cova, Panetta e Mei? Chi difende l' atletica osserva che i nuotatori italiani a Roma 2009 non hanno portato medaglie e che, in assoluto, a parte le due azzurre d' oro, il bilancio finale è stato meno brillante del previsto. Oppure che in un Mondiale di atletica esiste una concorrenza che il nuoto può soltanto sognarsi (l' Africa, i Caraibi, i neri d' America e di Giamaica, 34 Paesi presenti nel medagliere). E ancora: in atletica convivono specialità che in realtà dovrebbero essere considerati sport differenti: difficile trovare un rapporto fra un martellista e un maratoneta, mentre fra un ranista e uno stileliberista una colleganza esiste comunque. Il punto centrale però è un altro: il nuoto azzurro dà l' immagine di un movimento che, trascinato ora da Pellegrini e Filippi, vince da anni, funziona, al di là delle medaglie (e delle tensioni federali con il Coni), dove ci sono personaggi, entusiasmo, una solida base, voglia di fare, di crescere e di migliorarsi. L' atletica italiana sta vivendo uno dei suoi momenti più tormentati, anche se, chi ne conosce la storia, sa bene come la ricchezza di campioni non sia mai stata una caratteristica del movimento, tant' è che nelle precedenti edizioni mondiali si sono vinte solo undici medaglie d' oro. La prima differenza fra il nuoto è l' atletica è a scuola: andare in piscina è considerato utile alla salute, prima ancora che propedeutico all' avviamento allo sport; l' atletica è giudicata invece un valore aggiunto, sempreché rimanga un po' di tempo per farla. Eppure non è il reclutamento il problema più grosso della Fidal: fra i cadetti (14-15 anni) si fa anche troppa attività e fra gli allievi (16-17) la base continua ad essere numericamente rilevante. La vera dispersione di talenti avviene nella categoria juniores (dai 18 anni). Un esempio: nell' 84, a correre i 5.000 in meno di 15' erano in 54; nel 2008 ce l' hanno fatta soltanto in otto. Ma la situazione peggiora sensibilmente nel triennio fra i 19 e i 21 anni, quando un atleta va costruito per l' esplosione finale e viene a mancare quello che dovrebbe essere indispensabile: la qualità dell' allenamento. L' immagine che esce da Berlino, al di là della mancanza di medaglie, è quella di un' atletica italiana che cammina (a Pechino almeno marciava), mentre gran parte del mondo prova a correre. Quella che manca è una visione complessiva del movimento: ognuno pensa alla propria parrocchia, con le società civili ormai in via di estinzione, a favore dei club militari. Chi nuota paga una quota; chi fa atletica no; così i club sono costretti ad autofinanziarsi, finché spariscono o chiudono per scelta. La massima preoccupazione degli atleti sembra essere quella di fare qualche risultato, non importa dove, per toccare quota 950 punti a stagione (in base alle tabelle federali), per entrare in un club militare e avere così un discreto stipendio mensile. In un quadro di generale dispersione e di scarso controllo degli atleti, i tecnici di società sono quasi tutti pagati poco e male. Così alla prima occasione si dedicano ad altro (è più remunerativo e gratificante fare il preparatore in C2), anche perché d' inverno non si sa dove allenarsi, a parte chi si dedica alle campestri. L' atletica italiana ha bisogno di una scossa e di un presidente come Arese, con un grande passato da atleta e molto stimato dal Coni, che alzi la voce e non perdoni più chi sbaglia. Ma è inutile parlare di massimi sistemi se in inverno, a Milano, un tempo la capitale del movimento, ci si è allenati per tre mesi sulla neve, perché non esiste un impianto coperto, mentre nuotare al caldo in piscina è molto meno complicato. E anche più divertente. Per tutti.

Monti Fabio
(23 agosto 2009) - Corriere della Sera

>>> link all'articolo originale

lunedì 9 novembre 2009

Scarligando in compagnia (o in retrovia)

Aria fredda e piovosa in quel di Lecco alle 8 di Domenica mattina, per la Maggianico-Camposecco-Maggianico. E mentre la socia S. mi maledice in sanscrito (o forse era tardo assiro, non ho colto bene l'accento) per averla trascinata in questa dis-avventura, io mi preparo ad affrontare quella che sarà un'impresa ardua - o arduissima, se si può dire. Kilometraggio corto e salite oltremodo erte, un'accoppiata che con le mie attitudini podistiche va poco d'accordo. Partito a spron battuto, mi trovo ad arrancare e a sdrucciolare fino al terzo km, scollinando al GPM che davanti ne ho tanti e dietro pochini. Dalle mie parti non c'è la bagarre delle prime posizioni, e posso godermi al meglio la discesa nel fango, rischiando più volte il capicollamento, ma con gran soddisfazione e divertimento. Al traguardo precedo di pochi minuti una rinata S., ormai pronta per darmi battaglia su ogni terreno. Un bicchiere di tè e poi via - il tempo è tiranno. Solo qualche minuto per ritirare il nostro premio e salutare l'amico Zio, che ringrazio per avermi segnalato il link con la foto del sottoscritto, qui riportata.
S. la tua foto non c'è, ti è andata bene!

>>> link all'articolo serio sul sito dei Falchi


martedì 20 ottobre 2009

Corsa in montagna Maggianico - Camposecco - Maggianico

Domenica 8 novembre a Maggianico fraz. di Lecco.
Corsa in montagna di 7.8 km di cui i primi 3.2 in salita (+400 m) e restanti in discesa.
Termine iscrizioni ore 8:3o (8 euro), partenza in linea ore 9:00.

clicca sul volantino per i dettagli (link al sito ASD Falchi Lecco)


domenica 11 ottobre 2009

Classifica e foto - Castagna d'oro 2009

>>> classifica
>>> fotogallery

Brillante prestazione stamattina alla Castagna d'oro di Giussano per la coppia del GruCo, che si inserisce agevolmente nella prima metà della classifica con 39' 39", abbassando di 6 minuti il tempo dello scorso anno.
Ci presentiamo in pedana alle 8e20, l'aria ancora punge ma quando lo speaker annuncia la nostra partenza - pettorale 102... sdeng! - il sole è già caldo nel cielo. La socia S. tiene alto il ritmo fin dai primi metri, al punto che il sottoscritto (da buon ultramarathon man) fatica a tenere il passo. Si viaggia sotto i 4'30"/km fino all'attacco dell'ultima salita: il sentiero sconnesso e la dura pendenza mettono a dura prova gambe e fiato, una volta raggiunto il piano ci vuole qualche minuto prima di riuscire a dare un'accelerata. Ma il giro di boa in prossimità del traguardo ci regala forze nuove e l'ultimo km è tutto in crescendo fino alla salitona finale.
Il GruCo vola sempre più su! Se solo ci fosse il tempo per allenarsi meglio...